Il cosiddetto spamming non è un problema nuovo. Era noto,
definito e condannato ventanni fa. Ma continua a imperversare
e il problema si sta aggravando. Il fatto curioso è che,
mentre nella cultura "tradizionale" della rete cera
generale concordia sullinaccettabilità dello spam,
oggi cè chi lo difende soprattutto come strumento
commerciale. Mentre è evidente che un eccesso di invasività
nelluso delle-mail è un danno per tutti
e in particolare per le imprese che svolgono attività
online.
Linvasione
di spam è continuamente crescente e le iniziative per frenarlo
si sono rivelate, finora, inefficaci. Anche le buone
intenzioni dellUnione Europea, che (con molto
ritardo) dichiara di aver preso coscienza del fenomeno e di volerlo
contrastare, rimangono teoriche. Sembra molto improbabile
che provvedimenti restrittivi possano essere efficaci, mentre
cè il palese rischio che il rimedio possa essere
peggiore del male se anche questo fosse un ennesimo pretesto per
ingombri burocratici o interferenze con la libertà della
rete.
Intanto il malanno è ulteriormente
aggravato da un particolare tipo di virus che genera automaticamente
una grande quantità di posta insensata e ingombrante (si
tratta di worm, come il famoso kletz).
La soluzione del problema non è facile,
ma è chiaro che si tratta soprattutto di un fatto culturale.
Non cè sufficiente informazione fra le persone sui
danni dello spam e su come difendersi. E non cè sufficiente
chiarezza nelle imprese sui motivi per cui questo comportamento
deve essere evitato.
Oltre a essere una mostruosa seccatura per
chi lo riceve, lo spam ormai è un marchio dinfamia
per chi lo manda. È usato in prevalenza da gente molto
ambigua, compresi pataccari, truffatori e imbroglioni di ogni
specie. Credo che sia molto pericoloso per qualsiasi impresa (o
persona) seria confondersi con quella gentaglia.
Fra gli imbroglioni, naturalmente, ci sono
i venditori di liste. Che spudoratamente promettono di offrire
liste "selezionate"o addirittura di persone che "hanno
accettato di ricevere"questa o quella cosa quando
palesemente non è vero. Chi ci casca o è in malafede
o è imperdonabilmente ingenuo. (Chi ha buone liste, infatti,
non le venderà mai perchè valgono un patrimonio.
Possono però darvele in uso, inviando cioè il
vostro messaggio agli utenti della lista).
La definizione di spam, naturalmente, è
soggettiva. Ciò che a una persona sembra interessante o
perdonabile per qualcun altro può essere inaccettabile
e viceversa. Comunque il principale rimedio sta in una
migliore diffusione della conoscenza del problema e in
una migliore capacità delle persone di difendersi da sole,
secondo criteri di loro scelta (e con strumenti, anche tecnici,
che in parte esistono, ma potrebbero essere molto migliorati).
Sarebbe utile anche che le aziende fossero
più coscienti dei rischi che corrono se si confondono
con i pataccari e gli imbroglioni o se si fanno illudere da uno
dei tanti venditori di liste fasulle.
|